Urushi e qi (Rhus verniciflua)

urushi e qi
LACCHE ORIENTALI, ORIGINI E CHIMICA.

L
e lacche urushi e qi si ottengono da una sostanza naturale estratta da alberi che crescono in alcuni paesi asiatici in aree al di sopra dei 500 metri di altitudine, con una temperatura che varia dagli 8 ai 20°C e nelle quali la pioggia caduta supera i 60 mm annui. La lacca giapponese prende il nome di urushi, quella cinese di qi.

Il processo di estrazione dell’urushi e del qi

Entrambe le lacche, urushi e qi sono ottenute dalla linfa dell’albero della lacca , la Rhus Verniciflua della famiglia delle Anacardiacee.
In origine gli alberi della lacca crescevano allo stato selvatico mentre da molti secoli vengoli coltivati.
La linfa della lacca è presente in canali all’interno della pianta. Se l’albero si danneggia, i canali si rompono e la linfa fuoriesce.
Questo è ciò che avviene quando si pratica un taglio sulla corteccia dell’albero ed una sostanza simile al lattice sgorga: la lacca grezza.
È una sostanza piuttosto rara perché anche in condizioni ideali gli alberi maturi della lacca ne producono una piccola quantità.

L’estrazione del lattice si effettua a metà giugno e continua fino ai primi freddi (metà di ottobre).
Gli alberi usati per l’estrazione vengono scelti con cura, cosicché ogni albero viene sfruttato ogni tre anni e solo quattro o cinque volte nella sua vita.
La raccolta moderna si effettua facendo una serie di incisioni orizzontali nella corteccia; la forma e lo stile delle incisioni varia da zona a zona.

La lacca fresca ha un colore bianco-latte o grigio-giallo che cambia non appena la si espone all’aria.
Essa è immediatamente posta in una tazza e coperta per evitarne l’indurimento. Il materiale non indurito è irritante.
Una volta raccolta, la lacca ha bisogno di essere chiarificata ed elaborata. Ramoscelli ed altre impurità devono essere filtrati prima dell’ulteriore raffinamento.
Diversi gradi di purezza della lacca vengono usati per diversi scopi.
Quella utilizzata per gli strati di base non richiede ulteriori raffinamenti.
La lacca grezza non fa pellicola ed è una stesura protettiva, non corrodibile, resistente agli acidi e al calore, impermeabile, luminosa, brillante e duratura.

La lacca appena raccolta contiene dal 25 al 65% di acqua, quantità che dipende da dove e quando viene estratta. La presenza del contenuto d’acqua è mostrata da una colorazione beige o latte e da una maggiore opacità nell’aspetto del liquido viscoso.
L’eccesso d’acqua può essere eliminato dal materiale per favorirne l’indurimento, la trasparenza e la durezza del prodotto finale. A tale scopo, la lacca può essere riscaldata così da rimuovere parte dell’acqua in essa contenuta, portandola a temperature intorno ai 40°C.

Proprietà chimiche della lacca

Il componente principale della lacca è l’urushiol.
L’urushiol risulta essere un misto di derivati di fenoli sospesi in acqua con una piccola percentuale di proteine, ovvero un olio in emulsione acquosa.
La lacca non indurisce per evaporazione del solvente ma per polimerizzazione in presenza di aria umida.

La molecola polimerizza sotto l’influenza di un enzima (la laccasi) che forma delle catene molto resistenti con una struttura reticolata secondo un processo di idropolimerizzazione che avviene in presenza di ossigeno.

L’urushiol è infatti responsabile della reticolazione che rende la lacca così resistente e durabile.
Esso viene qualificato come un polimero termoindurente a causa dell’irreversibilità del processo di indurimento.
Poiché la polimerizzazione della lacca dipende dall’acqua e dall’ossigeno nell’aria, la superficie è la prima a subire la reazione sigillando gli strati sottostanti.

Dopo la raccolta la lacca viene fatta maturare per dodici mesi. La successiva esposizione all’aria e a precise temperature crea ottime condizioni per l’attività enzimatica e per l’inizio dell’ossidazione dei componenti dell’urushiol. A questo punto del trattamento avviene una riduzione dell’acqua contenuta e la rimanente forma delle goccioline molto piccole all’interno dell’emulsione.
Non appena il contenuto d’acqua in gocce dal 30% passa al 10% si formano polisaccaridi insolubili in acqua. A questo punto si crea un’emulsione di acqua in olio e, quando il contenuto d’acqua raggiunge il 3%, questi complessi si dissociano incrementando la viscosità della lacca.
Se lasciata allo stato grezzo la lacca maturata rimarrebbe con un alto contenuto d’acqua ed i polisaccaridi tenderebbero a formare grandi globuli dentro alla matrice naturale. Sottoporre la lacca grezza ad un preciso trattamento favorisce il processo di reticolazione sulle catene laterali.

Sono necessari almeno due mesi per creare un processo di completo indurimento. Anche quando la lacca è considerata indurita le reazioni nel film avvengono ancora per molto tempo finché i siti reattivi sono presenti.
In un ambiente con umidità inferiore al 50% la lacca non può diventare rigida. Anche l’effetto della temperatura è significativo in quanto il suo aumento favorisce l’indurimento della lacca.
Il processo di reticolazione ha un’eccellente stabilità chimica e meccanica ed è insolubile in solventi. Come il grado di reticolazione aumenta il materiale diventa più rigido, riducendo la solubilità e incrementando la temperatura di transizione vetrosa.
Grazie alla sua stabilità, oggetti laccati di 6000-5000 anni sono sopravvissuti fino ad oggi.

Testo tratto dalla tesi:
“Opere archeologiche in legno appartenenti al Regno di Chu (V-III sec. A.C.). Studio sulle tecniche esecutive delle lacche cinesi ed intervento conservativo.” di Simonetta Capetta – AA. .2011-2012.